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“Cucinare mi piace tantissimo, è la mia passione!”. A raccontarci la sua storia è Mauboubeh, una giovane donna persiana arrivata in Italia insieme alla famiglia nel 2017. Esperienza dopo esperienza è riuscita a integrarsi perfettamente, facendo diventare quella che in Iran prima era solo una passione, la cucina, in un lavoro.

A Milano Mauboubeh scopre in particolare la pasta fresca, che diventa la sua principale specializzazione grazie a un corso di formazione professionalizzante e al successivo lavoro in un ristorante italiano. L’incontro col mondo della ristorazione avviene in maniera graduale e a tratti fortuita, grazie a un educatore del Centro di Accoglienza dove era ospitata, che nel 2019 le segnala la possibilità di partecipare al programma di inclusione socio-lavorativa della Croce Rossa di Milano, un percorso che ha come obiettivo di formare in maniera professionale richiedenti asilo e rifugiati e aiutarli a inserirsi nel mondo del lavoro.

Dopo un iniziale percorso di empowerment e potenziamento delle competenze relazionali e trasversali, il team della CRI Milano le propone di frequentare un corso di panificazione organizzato dall’associazione ACTL. I successivi mesi passano tra farina e forni, e grazie ai formatori della Scuola Arte Bianca, Mauboubeh impara a sfornare pizze e dolci da forno e si appassiona all’arte della preparazione del pane e della pasta fatta a mano.

“Nel 2019 appena ci è stato concesso l’asilo politico non abbiamo perso tempo e ci siamo subito messi alla ricerca di un lavoro e di una casa da affittare in cui vivere insieme a nostra figlia”. È così che Mauboubeh trova lavoro in un ristorante italiano a due passi dal Duomo, dove da subito affianca un cuoco bolognese che le fa perfezionare la tecnica di preparazione della pasta ripiena, come tortellini e ravioli. Sono mesi intensi passati tra i fornelli, che le permettono di acquisire tecnica nonché di immergersi totalmente nella cultura italiana. “A casa però cucino ancora persiano!”, ci racconta sorridendo.

Dopo un po’ di mesi di lavoro, in Italia arriva la pandemia da Covid-19 che le scombussola un po’ i piani. Il settore della ristorazione è uno dei più colpiti, e le conseguenze si vedono ancora oggi a distanza di oltre un anno. Mauboubeh finisce come migliaia di altri lavoratori in cassa integrazione, ma ciò non le fa perdere l’ottimismo e la voglia di rimettersi in gioco alla ricerca di nuove opportunità.

“In questo momento difficile non sono sola. Oltre a mio marito, posso contare sull’aiuto di Federica, una volontaria della Croce Rossa di Milano che mi affianca per aiutarmi a cercare nuove esperienze da fare e possibili opportunità di lavoro. Sono sicura che presto tornerò a dedicarmi ai fornelli e alla pasta fresca”.

Storie come quella di Mauboubeh testimoniano l’importanza di creare percorsi specifici per l’inclusione socio-lavorativa delle persone migranti, che sono in grado di apportare un valore aggiunto alla società che non possiamo permetterci di perdere. Al momento, la Croce Rossa di Milano ha attivo il progetto ESIR, nato per fornire alle persone rifugiate maggiori conoscenze sul contesto socio-economico locale e competenze professionali specifiche.

Per il gran lavoro fatto nello sviluppo di percorsi di inclusione socio-lavorativa di persone migranti, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha premiato la Croce Rossa di Milano conferendo il logo WeWelcome, “per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati”.

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Immerso tra ritagli di stoffe, fili colorati e spilli, con un metro a nastro intorno al collo, Fallykou cuce un abito che gli è stato commissionato di recente. Un’immagine abituale per qualsiasi sarto. Ma Fallykou non è un sarto qualsiasi. La sua storia è un condensato di determinazione, passione e successo personale. E ora che si trova nel suo nuovo laboratorio in provincia di Como, non dimentica i passi del suo lungo cammino.

A sedici anni, in una piccola città della Costa d’Avorio, Fallykou inizia a frequentare una scuola di cucito per diventare sarto, mestiere popolare e diffuso in Paesi dove le persone non sono solite acquistare abiti prêt-à-porter. Impara presto le basi del cucito e della sartoria, arrivando a confezionare “abiti su misura di tutte le tipologie e occasioni, per donna, uomo e bambino”, ci racconta.

Con in tasca un buon bagaglio di conoscenze, nel 2010 parte alla volta della Nigeria per continuare lì l’attività sartoriale. “Una volta arrivato a Lagos ho trovato lavoro in un laboratorio dove facevamo vestiti su misura e non. Io mi occupavo del taglio delle stoffe mentre la proprietaria della sartoria le cuciva. Molti dei vestiti che producevamo venivano spediti in Europa per essere rivenduti”.

Fallykou 1RE proprio in Europa sbarca nel 2016, dopo un lungo viaggio migratorio, trovando infine ospitalità in via Aquila, dove la Croce Rossa di Milano fino al 2019 gestiva un Centro di Accoglienza Straordinaria. “Nell’attesa dei documenti e dell’accettazione della domanda di asilo, ho cominciato a cucire nel piccolo laboratorio presente nella struttura”. All’interno del centro le attività laboratoriali sono ampiamente incoraggiate e molti ragazzi e ragazze hanno potuto mettere le proprie conoscenze a disposizione degli altri. Dalla ciclofficina alla sartoria, in via Aquila sono tante le mini-botteghe in cui gli ospiti continuano il mestiere iniziato prima del viaggio. La presenza di tante nazionalità e il confronto con sarti di altri Paesi, fungono da continuo stimolo per imparare ogni giorno nuove tecniche di cucito e di taglio.

Due anni dopo, nel 2018, Fallykou è tra i primi ragazzi a entrare a far parte di ESIRAS, progetto della CRI Milano nato per favorire l’inserimento socio-lavorativo di richiedenti asilo e rifugiati. Qui per qualche mese segue una formazione sulle competenze trasversali e sul contesto socio-culturale italiano.

Per il giovane sarto a questo punto arriva una sorpresa. Lo staff della Croce Rossa aveva infatti fatto conoscere la sua storia al famoso Istituto di Moda Burgo, che da subito credette nelle potenzialità del ragazzo, offrendogli una borsa di studio per frequentare il corso triennale di Sartoria Professionale. “Sono contento di tutte le possibilità di crescita che ho avuto e voglio dire grazie alla Croce Rossa, che mi ha fatto conoscere ESIRAS, e agli insegnanti dell’Istituto Burgo che mi hanno aiutato tanto nella mia crescita professionale. Con loro ho scoperto la moda europea, un mondo che non conoscevo proprio e molto diverso da quello da cui provenivo.”

Grazie alle abilità pregresse, Fallykou è riuscito a terminare il corso in soli due anni, durante i quali ha frequentato ogni giorno lezioni individuali e di gruppo, unendo lo studio teorico alla pratica sartoriale. “Qui nell’Istituto mi sono concentrato molto sugli abiti ‘difficili’ e ho imparato a cucire vestiti da sposa, cappotti e giacche, scoprendo l’importanza di realizzare finiture di qualità”.

La consegna del diploma è avvenuta a ottobre e da quel momento Fallykou ha potuto iniziare la sua attività sartoriale all’esterno, dove collabora anche con associazioni no profit e piccole comunità.

L’inclusione delle persone migranti porta ricchezza nella società, e il percorso di Fallykou è un esempio di quanto sia importante valorizzare le competenze e le aspirazioni di chi arriva in Italia in cerca di un futuro migliore. Per gli interventi di inclusione socio-lavorativa delle persone rifugiate e richiedenti asilo, l’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, ha conferito alla Croce Rossa di Milano il logo WeWelcome, destinato alle associazioni che assistono i beneficiari di protezione internazionale e ne promuovono l’inserimento nel mercato del lavoro.

Fallykou 2

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La Croce Rossa di Milano ha ricevuto un importante riconoscimento da parte dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che ha conferito il logo WeWelcome “per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati”. Un attestato di fiducia che conferma il valore dei programmi di inclusione socio-lavorativa della CRI Milano per persone migranti, che hanno la possibilità di accedere a percorsi di empowernment, corsi di italiano tecnico e corsi professionalizzanti erogati da istituti ed enti partner di Croce Rossa Milano.

 “We welcome” è un premio, conferito attraverso la concessione di un logo su base annuale, destinato a cooperative, associazioni ed altri enti pubblici e privati che promuovono l’inserimento lavorativo dei beneficiari di protezione internazionale e la promozione di programmi innovativi di formazione lavoro e formazione linguistica. Le realtà che aderiscono al bando del premio vengono intervistate e selezionate dal Comitato di Valutazione dell’UNHCR, composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro, Confindustria, Global Compact Network Italia e Sole 24 ore.

“Il riconoscimento dell’UNHCR - dichiara Luigi Maraghini Garrone, Presidente CRI Milano - è uno straordinario risultato che ci rende orgogliosi del lavoro fatto fin qui. Sul fronte dell'assistenza alle persone migranti siamo attivi da molti anni, e fino all’anno scorso gestivamo anche due centri di accoglienza straordinaria. È dall'esperienza maturata in tale frangente che abbiamo avviato i progetti di inclusione socio-lavorativa, che vorremmo rendere trasversali e parte di un sistema di risposta alle vulnerabilità. Il vero premio per noi, tuttavia, è vedere ogni giorno i cambiamenti positivi nella vita delle persone che assistiamo”.

L’evento di premiazione e conferimento del logo “We Welcome” si terrà online il 10 novembre 2020.

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Quattro volontari della Croce Rossa di Milano hanno preso servizio nei giorni scorsi a bordo delle navi GNV Allegra e Rhapsody, operanti nei pressi di Lampedusa. Insieme ad altri uomini e donne della Croce Rossa provenienti da tutta Italia, si occuperanno dell'assistenza delle persone soccorse in mare durante il loro periodo di isolamento fiduciario e di quarantena a bordo.

L’intervento della Croce Rossa, coordinato dalla Sala Operativa Nazionale CRI, si articola in tre macro ambiti di attività: assistenza sanitaria, supporto sociale e attività logistiche. Gli operatori coinvolti nel servizio, che resteranno sulla nave per 21 giorni, si occuperanno di tutte le attività di prevenzione alla diffusione epidemiologica del virus, dell’isolamento dei soggetti positivi e del trattamento di tutte le altre patologie che dovessero presentare gli ospiti della nave.

A bordo saranno inoltre disponibili servizi di mediazione linguistica-culturale, attività informative di anti-trafficking e il servizio di Restoring Family Links, ovvero mantenimento e ristabilimento dei legami familiari persi successivamente al viaggio migratorio.

"In questa grande azione umanitaria - dichiara Luigi Maraghini Garrone, Presidente della Croce Rossa di Milano - sono sicuro che i nostri volontari sapranno agire con il cuore e mettere a disposizione di tutti l'esperienza e la professionalità maturata durante le fasi più acute dell'emergenza nella nostra città".

Buon lavoro a Federica, Francesco, Lucio e Pietro e a tutti gli altri volontari di Milano che nei prossimi mesi parteciperanno all’intervento umanitario.

 

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"Cerchi lavoro? Indicazioni, orientamento e dialoghi interculturali"  è il manuale della Croce Rossa di Milano nato per facilitare le persone straniere nella ricerca del lavoro in Italia. La pubblicazione, frutto del lavoro e dell'esperienza maturata grazie al progetto ESIRAS, ha lo scopo di fornire strumenti concreti a coloro che, trovandosi nella condizione di cercare un impiego in un paese che non è il loro, incontrano spesso molte difficoltà a entrare nel mondo del lavoro.

All'interno del manuale sono presenti numerosi suggerimenti pratici, come i documenti da avere sempre con sé, le scuole gratuite di italiano per adulti e i corsi di formazione disponibili per potenziare le proprie competenze. Oltre a queste indicazioni, all'interno del manuale si trovano anche preziosi consigli su come fare una telefonata di lavoro, come sostenere un colloquio o come scrivere un curriculum, nonché suggerimenti per avere una buona comunicazione in italiano.

Nelle oltre 60 pagine vengono trattati anche aspetti culturali. Uno scoglio che spesso gli stranieri incontrano una volta in Italia è infatti il fattore socio-linguistico. La mancata conoscenza degli usi, dei modi di dire o del registro da utilizzare a seconda dell'occasione, può minare seriamente la possibilità di trovare lavoro. La pubblicazione "Cerchi Lavoro?", grazie a illustrazioni, esempi, esercizi e spiegazioni in un italiano di facile comprensione, prova a superare queste e altre difficoltà affrontate dalle persone migranti.

Il manuale è disponibile in 3 versioni bilingue: italiano-inglese, italiano-francese e italiano-urdu. In questo modo un lettore straniero può facilmente comprendere il significato di ogni modulo e spiegazione.

 

Scarica il manuale "Cerchi lavoro?"

- Scarica la versione Italiano/Inglese

- Scarica la versione Italiano/Francese

- Scarica la versione Italiano/Urdu

licenzaz CC by nc nd    La Croce Rossa di Milano mette a disposizione il manuale con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale. Per leggere i dettagli della licenza e dei possibili utilizzi della pubblicazione, visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0.

 

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Con l’evento di chiusura organizzato il 10 luglio 2019 presso la sede della Croce Rossa di Milano, si conclude il progetto ESIRAS 2018/2019, finalizzato all’integrazione socio-lavorativa di persone richiedenti asilo e rifugiate accolte nel territorio meneghino, attraverso corsi di orientamento e formazione professionalizzante. Il progetto, implementato dalla Croce Rossa di Milano nell’ambito del Programma per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale della Commissione Europea (EaSI), ha coinvolto la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) in qualità di capofila, la Croce Rossa spagnola come coordinatrice delle attività e come partner le società nazionali di Croce Rossa di Austria, Cipro, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Italia e Slovenia.

L’incontro di restituzione a chiusura di progetto ha coinvolto oltre allo staff di Croce Rossa Milano anche organizzazioni e aziende che hanno collaborato alla sua implementazione. Una importante occasione di riflessione e confronto su esperienze, risultati e prospettive future delle persone che hanno partecipato al progetto. Tra gli altri sono intervenuti anche alcuni beneficiari del progetto che hanno potuto testimoniare l’impatto positivo che ha avuto sulla loro vita e il loro punto di vista sull’utilità di iniziative come questa per facilitare l’inclusione socio-lavorativa delle persone migranti.

Le attività realizzate nel progetto ESIRAS tra gennaio 2018 e giugno 2019 sono state strutturate in modo da dare ai beneficiari una solida base di partenza a livello di conoscenze, dalla quale partire per poter frequentare successivamente corsi professionalizzanti esterni. I partecipanti, dopo un primo colloquio individuale, sostenuto da 354 persone, finalizzato a capire le proprie competenze, aspirazioni ed esperienze pregresse, hanno frequentato una serie di workshop interni sulle competenze trasversali. Attraverso laboratori e attività basate sulla metodologia del teatro sociale, nel corso degli incontri sono state approfondite le competenze relazionali, comunicative e organizzative.

Grazie allo strumento teatrale è stato possibile erogare un tipo di formazione non convenzionale, che ha permesso di sperimentare nuove formule comunicative e didattiche. Ai partecipanti è stato chiesto di mettersi in gioco simulando varie scene quotidiane relative al mondo del lavoro, come fare una chiamata a un’agenzia interinale, sostenere un colloquio di lavoro o risolvere piccole problematiche con i propri colleghi. La simulazione di tali situazioni ha permesso di entrare più nel dettaglio rispetto alle possibili soluzioni da adottare, nonché sul tipo di linguaggio da utilizzare a seconda della situazione.

Quello della lingua non è un aspetto da sottovalutare quando si lavora con persone migranti, che specialmente nei primi tempi in Italia fanno fatica a capire cosa dire e con quale registro a seconda del contesto per via del gap linguistico e culturale. Per questo motivo nei workshop questi argomenti sono stati affrontati nel dettaglio mentre in tutti i corsi esterni sono stati previste circa 50 ore di italiano tecnico, in modo da facilitare il processo di apprendimento e massimizzare le possibilità di successo nella ricerca di un posto di lavoro. [Continua in basso]

I partecipanti al progetto ESIRAS sono stati selezionati, oltre che tra gli ospiti dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) gestiti dalla Croce Rossa di Milano, grazie alle collaborazioni attivate con l’ufficio immigrazione del Comune di Milano, Servizio Accoglienza Immigrati/SAI della Caritas, Centro Jannacci/Ortles del Comune, Arcigay, Giardino degli Aromi, Albero della Vita, Arca, Passepartout, City Angels e Remar Italia.

“La maggior parte dei partecipanti – commenta Monica Simeone, Condirettrice e Responsabile Area Migrazioni di Croce Rossa Milano – arriva da paesi africani o del medio oriente. Molti hanno pregresse esperienze di lavoro e competenze. Il progetto ESIRAS ci ha permesso di poterli aiutare a esprimere al meglio le loro potenzialità”.

Successivamente agli incontri interni, infatti, 127 persone hanno frequentato corsi di formazione professionalizzanti esterni, implementati in collaborazione con enti di formazione accreditati. Tra i percorsi attivati quelli per diventare panettieri, addetti alle macchine utensili semplici, magazzinieri, manutentori di interni, addetti alla ristorazione e operatori per la cura del verde. Ogni corso ha rilasciato una certificazione valida e spendibile nel mercato del lavoro.

Al termine di tale percorsi sono stati attivati 44 contratti di tirocinio, 10 contratti a tempo determinato e 6 contratti di apprendistato in collaborazione con PMI, aziende e organizzazioni attive sul territorio milanese. La sinergia con le imprese è fondamentale per la riuscita del progetto, che mira a formare figure richieste dalle aziende e con le giuste competenze per operare nel settore richiesto.

“Il lavoro – spiega Antonella Lamorte, referente del progetto per Croce Rossa Milano – è uno strumento fondamentale di inclusione e integrazione. Un fattore basilare per il benessere psicofisico delle persone e un elemento di grande impatto nei processi di inclusione. Il progetto ESIRAS è la dimostrazione che con gli strumenti adeguati è possibile sviluppare percorsi virtuosi di rafforzamento delle capacità per favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone migranti”.

Per far tesoro di quanto appreso durante il corso del progetto, la Croce Rossa di Milano ha pubblicato un manuale di oltre sessanta pagine, tradotto anche in inglese, francese e urdu, utile a orientarsi nella ricerca del lavoro e con esercizi specifici per testare vari tipi di competenze. Il manuale, dal nome “Cerchi Lavoro – Indicazioni, orientamento e dialoghi interculturali”, è stato presentato durante l’incontro conclusivo del progetto.

 

 

 

 

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Dal 17 al 19 maggio torna a Piano City Milano, con oltre 450 concerti gratuiti in tutta la città, ognuno dei quali permette di raccontare storie, rompere barriere, esprimere speranze in modo inedito.

Il Centro di Accoglienza nell’ex caserma Mancini, gestito dalla Croce Rossa di Milano, apre nuovamente le porte alla buona musica sabato 18 maggio alle ore 20:00, con un appuntamento all’insegna della condivisione e della convivialità.

Sarà in concerto il duo Metamorphosis, composto da due giovani artisti portoghesi, laureandi in Medicina presso l'Università di Milano, che eseguiranno brani di F. Chopin, J. Brahms, C. Franck, C. Debussy, F. Schubert, F. Mompou.

L’evento offre la possibilità di incontro tra culture differenti e permette alla cittadinanza di avvicinarsi a un luogo - il centro di accoglienza – che è parte del tessuto sociale e urbano, ma che è ancora poco conosciuto. Rappresenta quindi un modo di fare inclusione, basato su un modello che mette al centro la relazione tra il centro di accoglienza e il territorio, e promuove iniziative di incontro tra richiedenti asilo e cittadini. È con questo spirito che al termine del concerto, alle ore 21:00, il pubblico è invitato a fermarsi per la cena cendivisa con i ragazzi ospiti del CAS e con il personale della Croce e Rossa di Milano presente.

Il giorno successivo, 19 maggio, alle ore 16:00, la Croce Rossa di Milano sarà presente anche all'appuntamento con il pianista Emanuele Misuraca presso il Boschetto di Rogoredo: un importante spazio verde milanese oggetto di un intenso lavoro di recupero da parte di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni nel tentativo di combattere la dipendenza con un approccio di riduzione del danno e di combattere l’illegalità.

Appuntamento dunque alle 15:30 al Post Office di Rogoredo o all’Anguriera di Chiaravalle per accompagnarvi, insieme ad altri partner dell’iniziativa, al luogo in cui si svolgerà il concerto: un’occasione per superare i confini, conoscere e vivere una parte della nostra città.

 

Come partecipare ai due appuntamenti

 

Sabato 18 maggio, ore 20:00

Artisti: Metamorphosis

Location: Via Corelli 176 (già via  (ex Caserma Mancini)

Ingresso gratuito previa registrazione obbligatoria a questo indirizzo.

 

Preghiamo coloro che si sono registrati di arrivare muniti del proprio

documento d’identità (CI o passaporto) in corso di validità, almeno

30 minuti prima dell'orario di inizio del concerto.



Domenica 19 maggio, ore 16:00

Artista: Emanuele Misuraca

Location: Bosco di Rogoredo

Punti di ritrovo: Post Office, via G. B. Cassinis 76 (MM3 Rogoredo) / Anguriera di Chiaravalle, via San Bernardo 17 (ore 15.30)

Infowww.pianocitymilano.it/concerto/2046/

 

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L’accoglienza è solo una fase di un lungo percorso di integrazione che ha senz’altro inizio con l’apprendimento della lingua e della cultura italiane. Riconoscendo il valore dell'attività scolastica e la sua funzione sociale, Croce Rossa Milano ha avviato nei propri CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) una scuola di italiano, attiva da settembre a giugno, dove gli insegnanti forniscono ai richiedenti asilo gli strumenti idonei per accedere alle informazioni e sviluppare le competenze. 

Proprio da questa esperienza didattica e di vita è nato “Al Centro” un manuale scritto per l’apprendimento dell’italiano dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Un corso che le autrici hanno costruito e pensato per guidare gli studenti nella loro particolare quotidianità.

Nel contesto migratorio, infatti, il percorso di apprendimento aiuta anche ad acquisire autonomia, ad interagire dove è in gioco l’esercizio dei diritti e dei doveri e a partecipare adeguatamente alla vita del Paese ospitante. La padronanza della lingua è dunque vista sia nell'ottica dell’ascoltare che dell’essere ascoltati, per far emergere le storie personali, esprimere aspettative e ricostruire la propria identità.

Manuale al centro 2

Il manuale, edito da Loescher Editore, è nato dalla collaborazione tra Croce Rossa Milano, Fondazione Verga e CALCIF (Centro d’Ateneo per la promozione della lingua e cultura italiana dell’Università degli Studi di Milano) ed è pensato per far raggiungere il livello A1 agli ospiti dei Centri d’accoglienza straordinaria e degli SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Formato da 10 unità con input scritti e orali e che prevedono attività ludiche e interculturali è completato da tracce audio e materiali integrativi online. 

 

Evento di presentazione 

 

Martedì 23 ottobre 2018, ore 17.00 

via Festa del Perdono 7 Milano (Sala crociera di Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano)

Insegnare italiano ai richiedenti asilo: presentazione del manuale "Al Centro", di Alessia Benenti, Martina Mambelli, Valentina Mussi.

Specificità didattiche e priorità linguistiche: le autrici illustrano tecniche e attività tratte da “Al Centro” corso di italiano pensato per ospiti di CAS e SPRAR.

Modera la professoressa Franca Bosc

Intervengono: le autrici, Croce Rossa Milano, Fondazione Verga

 

 

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Nel percorso di accoglienza delle persone migranti l'apprendimento della lingua italiana è di primaria importanza. Frequentare i corsi di italiano per alcuni significa tornare sui banchi di scuola mentre per altri è un'esperienza totalmente nuova, non avendo potuto frequentare la scuola nei Paesi di origine. Per tutti è comunque una grande sfida, una prova che affrontano a piccoli passi ma spesso con grandi risultati.

Nelle nostre due strutture ogni giorno 13 insegnanti CRI lavorano per insegnare le basi della lingua e della cultura italiana. Con impegno e dedizione, nel corso dell'anno scolastico 2017/2018, 343 ragazzi migranti hanno frequentato i corsi quotidianamente, divisi in 16 classi con 230 studenti, nel centro di via Corelli, e 11 classi con 113 studenti nel centro di via Aquila, con un calendario che ha garantito 275 ore di formazione a persona.

I programmi educativi delle scuole sono diversificati a seconda del livello di istruzione di base e della pregressa conoscenza della lingua italiana. A tradizionali lezioni frontali si affiancano inoltre esperienze laboratoriali interne ed esterne ai centri di accoglienza, come gli incontri di scrittura autobiografica, svolti durante l’anno e parte del progetto di formazione “Teatro Utile 2018", promosso dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano.

 MG 9299I risultati di questo intenso lavoro sono emersi in estate, quando 116 ragazzi hanno sostenuto gli esami per l’ottenimento della certificazione linguistica presso il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) di Milano. Tra questi 40 hanno ottenuto la certificazione per il livelloA2, 64 quella del livello A1 e 12 il livello PRE A1.

Grande entusiasmo sia da parte degli ospiti delle strutture, che hanno visto le loro abilità linguistiche e relazionali migliorare, sia da parte degli operatori di Croce Rossa, in primis gli insegnanti, che hanno potuto usufruire anche della consulenza metodologica della Fondazione Verga, specializzata da anni nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri.

La scuola di italiano della Croce Rossa riprende l’attività a settembre, dopo una breve pausa estiva, con il ritorno sui banchi di tutti coloro che hanno già un buon livello di italiano ma vogliono migliorarlo e di chi, invece, è ancora digiuno delle conoscenze linguistiche di base.

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