Magazine Croce Rossa di Milano

Croce Rossa Milano News Magazine nasce per informare i soci del Comitato CRI di Milano. Con cadenza semestrale, vuole informare tutti i soci per aggiornali sulla vita della nostra Associazione. Oltre a condividere notizie sulle iniziative svolte e sugli eventi in programma, la redazione intende anche contribuire alla riflessione sulle tematiche rilevanti per il nostro impegno umanitario con articoli di approfondimento e interviste.


Anno III | n.1 Settembre 2019

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L'EDITORIALE
Crescere Presidente
Era una sera dell’inverno 2015, quando l’allora Presidente mi chiese se, dopo due anni passati al suo fianco nella prima fase della “nuova” Croce Rossa, potessi mettermi al servizio del Comitato e accompagnarlo con cura negli anni a venire.
Non ci dormii, quella notte. E molte altre dopo.
Non ero pronto: entrato nel 2011 in una associazione con 150 anni di storia, sapevo che le mie competenze professionali da altri ritenute utili al ruolo e la responsabilità di non lasciare senza guida il Comitato non potevano bastare, da sole. Erano condizione necessaria ma non sufficiente.
Crescere Presidente.
Un Presidente deve imparare a essere amico, allievo, poi guida ed esempio. Deve saper bilanciare responsabilità e rischi del legale rappresentante con esperienze, aspettative, desideri e obiettivi delle persone che dell’associazione fanno parte e che in essa credono. Per farlo, non si può essere soli: bisogna circondarsi, prima e durante il mandato, delle esperienze di chi ci è già passato, di chi l’associazione l’ha curata e costruita, di chi l’ha servita, di chi è appena arrivato; avvicinarsi loro in punta di piedi, costruire una relazione di fiducia e far comprendere, o meglio condividere, la necessità del loro supporto e aiuto per il bene comune.
Mentre firmi contratti, gestisci i rapporti con il personale e i soci, scrivi bilanci, parli con Sindaci e Prefetti, porti avanti il tuo lavoro, sei a casa con la tua famiglia, devi ascoltare le parole
    degli “anziani” di Croce Rossa, accogliere i loro suggerimenti e contemporaneamente dar voce alla visione diversa dei “nuovi”; tutti mossi da desiderio e determinazione di dare e fare, perché questo è quello che “vogliono”. Il tutto, sotto il peso del mandato associativo e l’ausiliarietà che lo vincola, grande fatica o fonte di incomprensione o giudizio. Per provare a diventare un buon Presidente, devi prima diventare un bravo allievo. Al senso del dovere, alle competenze, deve affiancarsi l’umiltà di accogliere i consigli altrui, di ammettere i propri errori, di fare passi indietro, di aprirsi all’ascolto e al dialogo.
Non ero pronto, a tutto questo.
O, semplicemente, nessuno me lo aveva detto.
In questi anni, con il tempo, ho iniziato a capire cosa volesse dire crescere Presidente: alle notti insonni per la responsabilità della scelta si sono sostituite le notti insonni per il duro lavoro che si affianca al proprio e alla famiglia; alle necessarie competenze professionali – sole a proteggere dai rischi della carica – si è affiancata consolidandosi la voglia di ascoltare per essere ascoltato, di essere guidato per diventare guida, di essere allievo per diventare esempio.
Si diventa Presidente l’ultimo giorno del mandato. Forse.
E mentre si cresce Presidente, si cresce anche come persone. Di questo, sarò sempre grato alla Croce Rossa e a chi, ben prima di me, l’ha costruita con passione e spirito di servizio e chi oggi, ben oltre me, la sta costruendo.

 

Luigi Maraghini Garrone


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26/09/2019 17:25:55


Anno II | n.2 Dicembre 2018

 Cover A2 N2 2018

L'EDITORIALE
Dobbiamo essere efficaci, siamo "Fuori Campo"
La sete di giustizia è l’eterna sete umana di felicità. È la felicità che l’uomo non può trovare come individuo isolato e ricerca quindi nella società. La giustizia è la felicità sociale”. Le parole di Hans Kelsen, filosofo e giurista, aiutano a riflettere: dove non c’è giustizia, dove manca il diritto, non c’è felicità e torna l’individualismo. Sono i diritti a renderci parte di una comunità. Per riflettere sul peso, il valore, l’imprescindibilità ma anche gli obblighi e le contraddizioni che i diritti assumono nelle nostre comunità, abbiamo dedicato ad essi l’ultimo incontro del ciclo “Fuori Campo”: un percorso culturale che rappresenta, sul terreno del dialogo e della parola, il nostro impegno quotidiano nell’azione. Da “Confini” (8 ottobre) a “Città” (5 novembre), sino all’epilogo con “Diritti” (10 dicembre, nella Giornata Mondiale dei Diritti Umani), è stato un viaggio abilmente condotto dal giornalista e autore Giampaolo Musumeci attraverso i grandi temi dell’attualità internazionale, raccontati dalla voce dei protagonisti con l’obiettivo di offrire nuove chiavi di lettura     

dei fatti e stimoli culturali e sociali, di generare dialogo, energia partecipativa, voglia di profondità. Cose di cui quanto mai oggi sentiamo un bisogno urgente. Il successo del percorso, una sala sempre colma di persone attente, ci spingono a voler continuare con ancora maggiore convinzione ed entusiasmo. L’appuntamento è, dunque, nel 2019, con la sperimentazione di nuovi linguaggi e format per unire un pubblico di età, interessi e background diversi, come crediamo sia giusto fare quando si parla di dinamiche e argomenti che influenzano la nostra società. “Fuori Campo” ci ha aiutato a capire. La cultura permette di accedere al più alto dei diritti, quello alla verità, e di pretendere giustizia. Cultura significa consapevolezza, dei cittadini e delle comunità che ogni giorno aiutiamo, senza la collaborazione dei quali non possiamo svolgere la nostra missione umanitaria. Abbiamo dunque il dovere di aumentare il nostro impatto sociale ed essere sempre più efficaci, anche attraverso il tentativo di ristabilire il corretto punto di vista sulle sfide umanitarie della nostra epoca.

Luigi Maraghini Garrone

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07/03/2019 17:45:52


Anno II | n.1 Luglio 2018

 Cover A2 N1 2018

L'EDITORIALE
"Anch'io sono la Protezione Civile"

Imparare le tecniche di primo soccorso, cimentarsi in attività di orienteering e comunicazione via radio, vivere una mattinata con i Vigili del fuoco, le unità cinofile e di soccorso in acqua. Ma anche approfondire temi quali le migrazioni e la storia della Protezione Civile e ripercorrere quella della Croce Rossa con una visita proprio lì dove è iniziata, a Solferino, teatro della sanguinosa battaglia del 1859 e dell’intraprendenza di Henry Dunant che organizzò un servizio di cura dei feriti indipendentemente dalla loro divisa. Idea rivoluzionaria per l’epoca, da cui successivamente nacque la Croce Rossa. Torna quest’estate il campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, organizzato dalla Croce Rossa di Milano in collaborazione con il comitato dell’Area Sud Milanese, all’interno del progetto del Dipartimento della Protezione Civile: dal 19 al 25 agosto presso l’Abbazia di Mirasole (Opera), ragazze e ragazzi dai 14 ai 16 anni si cimenteranno in numerose attività sotto la guida del personale e dei giovani volontari della Croce Rossa, poco 

 

   

più grandi di loro. Non è un caso ma l’essenza del progetto: “Non si tratta solo di insegnare competenze - chiarisce Matteo Camporeale, Consigliere e Rappresentante dei Giovani CRI del Comitato di Milano - ma di trasmettere una passione, quella per il volontariato. E chi meglio di un ragazzo può comunicare ad un altro ragazzo il valore che ha dedicare parte del proprio tempo agli altri?”. Nessuna lezione frontale, molte attività di gruppo: “Si impara facendo, e facendo insieme - spiega Beatrice Piciaccia, 22 anni, volontaria CRI e responsabile del Campo -. Ai ragazzi infatti proponiamo non solo le nostre attività ma anche il nostro metodo di lavoro, basato su spirito di squadra e competenza”. E a differenza di quanto spesso si senta sugli adolescenti, a 14 anni non mancano né l’uno né la capacità di acquisire l’altra. Non a caso è questa l’età per entrare in CRI. “L’anno scorso - continua Beatrice - su 17 partecipanti ben 6 sono diventati volontari”. Non è poco, per essere un gioco da ragazzi.

Maria Vittoria Gatti

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07/03/2019 17:45:48


Anno I | n.1 Ottobre 2017

 Cover A1 N1 2017

L'EDITORIALE
Siamo tutti un'Italia che aiuta
Si apre con l’immagine della marcia di Solferino il primo numero del nostro magazine. Nel luogo dello storico evento, ogni anno, si riuniscono le società nazionali di tutto il mondo per ricordare l’idea da cui la Croce Rossa ha preso vita: portare soccorso a chiunque abbia bisogno, indipendentemente da razza, genere, orientamento politico o religioso. Un rivoluzionario superamento delle barriere che rappresenta la nostra identità. Se i principi che ci ispirano sono gli stessi, è profondamente mutata la realtà circostante. Siamo la Croce Rossa che i cittadini conoscono, ma anche lo specchio    

di un mondo in rapida trasformazione. Ogni giorno ci confrontiamo con la metropoli per comprenderne le criticità e siamo pronti a cambiare per fornire l’aiuto migliore. I nostri obiettivi nascono dalle necessità ed evolvere è dunque nel nostro Dna. Ecco perché nasce il magazine. Per superare le distanze, raccontare chi siamo diventati, dialogare con la cittadinanza, restituendo quanto ci ha dato in termini di fiducia, sostegno, incoraggiamento continuo. Insieme siamo parte di questa metropoli. Insieme alla cittadinanza siamo l’Italia che aiuta.

Luigi Maraghini Garrone

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