Mercoledì, 14 Aprile 2021 16:05

Un aiuto concreto a supporto dell'infanzia e delle famiglie in difficoltà

“Siamo in quattro in famiglia: io, mio marito e le mie due figlie. Prima della pandemia lavoravamo entrambi, ma ora lui è disoccupato e io lavoro solo tre ore al giorno. Ho dovuto chiedere aiuto perché le spese per la bambina piccola sono tante, e facciamo fatica a pagare le bollette e l’affitto.”

Nabila è una delle mamme che riceve assistenza e supporto dai volontari e dalle volontarie della Croce Rossa di Milano, e che una volta al mese le consegnano un pacco pieno di prodotti utili per sua figlia. Omogeneizzati, pannolini, latte in polvere e prodotti per l’infanzia sono un costo gravoso per famiglie già provate dal devastante impatto economico della pandemia.

I bisogni dei bambini piccoli cambiano rapidamente, per questo motivo CRI Milano confeziona ogni mese un “pacco viveri” personalizzato in base alle necessità più urgenti di ogni famiglia assistita. Oltre al sostegno materiale, i genitori sono affiancati dai volontari e dalle volontarie CRI per ricevere informazioni e consigli pratici per poter accedere a servizi sociali, corsi professionalizzanti e ricerca lavoro.  “Per queste famiglie diventi un punto di riferimento – ci racconta Francesca, volontaria CRI Milano – e hai la possibilità di creare un rapporto di fiducia con loro. Quando portiamo i pacchi viveri ci prendiamo del tempo per parlare un po’ e dare qualche consiglio utile. La relazione personale è importante e ogni volta mi porto a casa un’energia enorme sapendo di aver dato un aiuto concreto”. 

Mese dopo mese i volontari vedono crescere i bambini e le bambine assistite, con i quali capita spesso di giocare e scherzare durante i giri di consegna. È ciò che capita con il figlio di Ada, che, ogni volta che arriva il pacco viveri, corre ad aprirlo tirando tutto fuori in modo da mettersi poi al suo interno e fare cucù a Francesca, la volontaria che ormai conosce fin da quando è piccolo. (continua dopo il video)

Ai volontari che la aiutano, Ada si confida spesso. “Io vivo da sola con mio figlio di tre anni e mi trovo in forte difficoltà quando devo andare a lavorare. L’anno scorso per via della pandemia hanno chiuso il nido, e dovevo prendere una baby-sitter che mi costava 400 euro, nonostante il mio stipendio sia di 750 euro. Quando qualcuno ti dà una mano consegnandoti un pacco con i prodotti per il bambino, sai che almeno con i soldi che risparmi puoi pagare le bollette, i vestiti e il resto delle cose per lui.”

Da gennaio 2021, grazie al supporto della Fondazione Don Gino Rigoldi, l’attività di supporto all'infanzia ha visto un potenziamento e un incremento delle famiglie coinvolte. Obiettivo generale sarà quello di aumentare costantemente il numero di beneficiari, per far sì che sempre più famiglie in difficoltà possano ricevere assistenza e un aiuto concreto.