Martedì, 14 Luglio 2020 10:32

Il lavoro in rete, il futuro dell’emergenza

La pandemia Covid-19 ha amplificato le fragilità del Paese e rivoluzionato alcuni degli schemi sociali che davamo per assodati. Anche la nostra città ha subìto un contraccolpo ed esce dalla crisi profondamente mutata, con la necessità di interpretare una realtà nuova e di rispondere ai bisogni nati in fase emergenziale, seppure nell’incertezza del futuro.

Grazie alla stretta cooperazione con Istituzioni, Comune di Milano in primis, organizzazioni del Terzo settore e Protezione Civile, la Croce Rossa di Milano ha potuto non solo allargare l’ampiezza del servizio alla comunità, ma anche inquadrare la propria azione all’interno di un sistema organico, impegnato ora ad analizzare quanto messo in campo nel corso della crisi e a capitalizzare buone pratiche e sinergie.

I numeri raccontano l’impatto creato da centinaia di donne e uomini della Croce Rossa di Milano, del Corpo Militare Volontario e del Corpo delle Infermiere Volontarie, a cui si sono aggiunti cittadine e cittadini, disponibili grazie all’attivazione del Volontariato Temporaneo.

Attraverso la partecipazione al Dispositivo Aiuto Alimentare attivato dal Comune di Milano sono state distribuite, nel corso dell’emergenza, oltre 616 tonnellate di cibo a 6.637 famiglie (vedi articolo sul sito del Comune di Milano). Di queste, 350 tonnellate sono state gestite dal polo logistico CRI Milano di Segrate, per un equivalente di oltre 900.000 pasti (vedi report sul sito del Comune di Milano).


cibo distribuito


A questa importante collaborazione, va sommato l’impegno diretto di Croce Rossa Milano: migliaia di ore di servizio, 7 giorni su 7, migliaia di chilometri percorsi, telefonate ed e-mail per gestire le oltre 14.000 richieste di aiuto ricevute. Nelle dodici settimane più acute della crisi, sono state oltre 2.600 le famiglie raggiunte da consegne alimentari dirette e quasi 1.000 i servizi di “Pronto spesa” e “Pronto farmaco” per persone particolarmente in difficoltà (anziani soli, persone non autosufficienti o in quarantena). Oltre 300 le persone senza dimora assistite ogni settimana. Circa 1.500 le persone soccorse in emergenza o con trasporti sanitari.

Una imponente opera di solidarietà che ha richiesto nuove soluzioni e nuovi strumenti, capaci non solo di gestire l’ingente quantità di richieste di soccorso in modo semplice e automatizzato, ma anche di restituire dati aggregati e spunti di riflessione.

Alcuni volontari del Comitato di Milano hanno pertanto sviluppato un gestionale informatico che ha risposto adeguatamente alle esigenze dettate dall’emergenza, rendendo ancora più efficace la macchina della solidarietà. Si tratta di una piattaforma capace di gestire un database di migliaia di dati (oltre 140.000 le voci), ma anche di verificare, integrare, aggregare e condividere le informazioni tra le diverse aree operative.

La condivisione dei dati, nel totale rispetto della privacy, con i partner e le istituzioni del territorio può contribuire a offrire una visione d’insieme dei nuovi bisogni essenziali della città, a capire dove si concentrano, a gestire e anticipare le esigenze in modo più strutturato e organico. Integrazione delle informazioni e compartecipazione sono e, saranno sempre di più in futuro, elementi indispensabili per mappare in modo più puntuale le esigenze del territorio e, conseguentemente, per adeguare i servizi rivolti alle fasce più fragili della cittadinanza con tempestività.

 


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