Mercoledì, 27 Febbraio 2019 10:13

A spasso per Milano. Quando le visite della città favoriscono l’inclusione

Persone richiedenti asilo e volontari della Croce Rossa insieme per le vie di Milano per scoprire i luoghi più frequentati della città. Le visite collettive sono al centro di “Guida in città”, progetto nato con l’obiettivo di facilitare l’orientamento nel territorio in cui gli ospiti dei Centri di Accoglienza (CAS) risiedono nonché la loro inclusione, offrendo la possibilità di cominciare a percepire come familiare un luogo fino a poco tempo prima totalmente estraneo.

Le visite della città prevedono l’accompagnamento in zone note - come il Duomo, i Navigli, il Castello Sforzesco - e l’insegnamento di come muoversi con i mezzi pubblici per raggiungerle autonomamente, e nascono da un problema ben noto all’équipe professionale dei CAS, che quotidianamente lavora per migliorare le condizioni di vita dei richiedenti asilo e incentivare le occasioni di crescita personale e di inclusione nel tessuto sociale. “Una volta arrivati nel centro”, racconta Simona Mancino, assistente sociale della Croce Rossa di Milano, “un gran numero di ospiti tende inizialmente a isolarsi, sia per paura dell’ignoto sia perché avverte un senso di estraneità nei confronti di tutto ciò che è all’esterno del CAS”. La non conoscenza della lingua e la poca familiarità con contesti urbani complessi come quello meneghino giocano poi un ruolo fondamentale nella scelta dell’ospite di adottare comportamenti auto-ghettizzanti.

Da qui l’idea di creare dei momenti in cui le persone richiedenti asilo possano scoprire la città. Il focus della prima uscita è stato spiegare il funzionamento della rete delle metropolitane per poi spostarsi, durante la seconda uscita, in centro. La programmazione delle visite avviene anche sulla base della curiosità dei partecipanti stessi, che chiedono e propongono gli itinerari.

IMG 20190202 WA0005“Uno dei punti di forza dell’attività”, continua Mancino, “è il ruolo del volontario, che si approccia non attraverso una dinamica up-down ma attraverso la metodologia della peer education (educazione alla pari), in quanto tutti i partecipanti appartengono alla stessa fascia d’età dei volontari CRI . Ciò favorisce la formazione di un clima sereno utile all’apprendimento”.

L’idea è quella di far sì che nel tempo la figura del volontario venga sostituita o affiancata da quella dei richiedenti asilo più “anziani” dal punto di vista dell’esperienza e della permanenza in Italia. Saranno loro a fornire ai nuovi arrivati le indicazioni base per muoversi in città senza timori.

La Croce Rossa crede che una città come Milano possa diventare ancora più inclusiva grazie anche a queste attività di “benvenuto”, che permettono alle persone di sentirsi parte della comunità vivendone pienamente e positivamente ogni luogo.

 

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